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Risultati della ricerca

COMUNICAZIONI SOCIALI - 2011 - CSonline 4. Carceri. Cinema, televisione, teatro, videogame, pubblicità digital
formato: Fascicolo digitale
Anno: 2011
Numero quattro del 2011 di "Comunicazioni sociali on-line", pubblicato nel 2011 dalla rivista "Comunicazioni Sociali" e curato dal Dottorato di ricerca in Culture della Comunicazione, Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo.
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Rimini Protokoll: Adolf Hitler: Mein Kampf Vol. 1 & 2. Il Teatro di fronte alla Storia digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2017 - 2. MEDIA, CREATIVE INDUSTRIES AND CRISIS IN ITALY Cycles and Anticycles between Society and Communication
Anno: 2017
Within the sphere of contemporary performative theatre – where the text cedes its leading role as bearer of the author’s message, in favour of the equivalence of various expressive codes – lies the work of Rimini Protokoll: a German team of author-directors that has been active in Europe for more than fifteen years with traditional and interactive theatre, installations, sound and radio plays...
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I corpi negati. Il teatro nella cura dei disturbi del comportamento alimentare digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2016 - 2. BODIES EXPOSED Dramas, Practices and Mimetic Desire
Anno: 2016
Eating disorders are a complex and constantly growing phenomenon; there are several therapies designed to treat this disease. But what do we mean when we talk about disease and treatment? What is an eating disorder? Is it a clinical disease? A psychological ailment? A reaction to difficulties encountered in particular socio-relational environments? Behind the symptom is always a person who, consciously or unconsciously, is the cause of their own discomfort. The symptom is a symbolic representation of an inner conflict, betraying difficulties in relating to oneself, to others and to reality...
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Il corpo ritrovato. I linguaggi del teatro nei laboratori di “f. pl. femminile plurale” digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2016 - 2. BODIES EXPOSED Dramas, Practices and Mimetic Desire
Anno: 2016
The “f. pl. femminile plurale” association was set up in Naples in 2008. Its principal interest is in training and developing a “theatre pedagogy” using its members’ broad and deep theatre experience. Its various aims include promoting different cultures through the performing arts. In the firm belief that theatrical language can develop expertise, bridge distances, integrate diversity, and improve relationships between individuals and the community, the working group has been running the project called The Scene of Women in the Forcella public-housing district for many years...
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Il cerchio invisibile. Due esperienze di teatro-comunità in Campania: da Leo de Berardinis a Punta Corsara digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2016 - 2. BODIES EXPOSED Dramas, Practices and Mimetic Desire
Anno: 2016
The theatre offers profound potential for contact among bodies. Without contact, there is no theatre, understood as the art form whose defining principle is being tied to one space and one time, leading to the need to build a community. We analyse the analogies and differences between two important experiences in Campania. These experiences are based on a theatre project that is also a social project to build a temporary community...
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Nella contemporaneità del teatro. Note su Robert Carsen regista di “Don Giovanni” digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2015 - 1. Sixty years of Italian TV
Anno: 2015
In the Presentness of Theatre: Notes on Robert Carsen directing the “Don Juan” The figure of famous Canadian director Robert Carsen is set in the framework of the international opera renewal that, starting the 1980s, was produced by the increased relevance taken on by staging and, in particular, by the systematic contribution of theatre directors...
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Mario il performer. Il teatro e la performance in “Paper Mario 2” - Mario, the performer. Theatre and performance in “Paper Mario 2” digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2014 - 1. Il teatro verso la performance
Anno: 2014
In recent decades, new medias and the theatre have revealed numerous elements of contact and divergence analysed at a general level on several occasions, including some studies on the theatrical elements in videogames...
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Performance e teatro. Dall’attore al performer, e ritorno? Performance and theatre. From the actor to performer, and back? digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2014 - 1. Il teatro verso la performance
Anno: 2014
The paper, rich and highly articulated, surveys the international bibliography of recent decades, touches on experiences and perspectives central to contemporary theatre...
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Dal teatro drammatico al teatro performativo: una nota su Hans-Thies Lehmann - From dramatic to performative theatre: Hans-Thies Lehmann digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2014 - 1. Il teatro verso la performance
Anno: 2014
The question of the relationship between the dramatic text and spectacle has bulked steadily larger in the theatrical debate in recent years...
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Non solo teatro. L’esperienza identitaria nel percorso di teatro sociale del gruppo ‘Nonsolomamme...’ (Vimodrone, 2004-2008) digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 3. L'impulso autoetnografico. Radicamento e riflessività nell'era intermediale
Anno: 2012
RIASSUNTO Il laboratorio di teatro sociale rappresenta il cuore dei processi di costruzione comunitaria attraverso le arti performative. Al suo interno gli individui hanno la possibilità di esplorare e definire la propria identità, personale e di gruppo. Le identità gruppali che nascono da questi percorsi sono espressione non solo delle singole personalità che le compongono ma anche del contesto territoriale e sociale a cui appartengono. Identità che si definiscono, precisano ed evolvono in stretta connessione con gli stimoli che l’operatore di teatro sociale introduce nell’esperienza. Indagando la nascita e i primi quattro anni di vita del gruppo teatrale Nonsolomamme.… di Vimodrone attraverso la narrazione dell’operatrice che ne ha condotto l’esperienza, il saggio mette in evidenza alcuni snodi significativi propri dei processi di teatro sociale e individua alcune connessioni tra il lavoro di drammaturgia che caratterizza le esperienze di teatro sociale e la pratica autoetnografica. SUMMARY The laboratory of ‘teatro sociale’ is at the heart of the processes of community building through the performing arts. Within individuals have the opportunity to explore and define their personal and group identity. Group identities which arise from these locations are an expression not only of the individuals who compose them but also of the territorial and social contexts to which they belong. Identities that are defined, specified and developed in close connection with the stimuli which the ‘teatro sociale’ operator introduces into the experience. Investigating the birth and the first four years of the theater group Nonsolomamme... from Vimodrone through the narration of the operator who carried out the experience, the paper highlights some significant hubs of the processes typical of ‘teatro sociale’ and identifies connections between the work of drama which characterizes its experiences of ‘teatro sociale’ and self-ethnographic practices.
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«Alla sempre bella, e virtuosa»: materiali per uno studio della figura femminile nel teatro fra Seicento e Settecento digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 1. Il teatro al femminile: declinazioni e intersezioni di due differenze
Anno: 2012
RIASSUNTO La poesia d’occasione dedicata agli artisti di teatro si è rivelata fonte interessante per la storia dell’attore, utile a ricostruire il rapporto di significazione fra scena e pubblico; un contributo che necessita però della dovuta contestualizzazione e di circoscritti territori di analisi antropologica. Anche a Milano si componevano versi per elogiare i talenti della scena, soprattutto per le figure femminili che affascinavano col canto o la danza. Il saggio rende noti alcuni componimenti conservati presso la Biblioteca Braidense, dedicati ad alcune virtuose fra Seicento e Settecento: Barbara Riccioni, Maria Landini e Caterina Gabrielli. Attraverso l’analisi dei versi si intende ripercorrere alcune tappe della nascita della nuova professione della cantante, nonché evidenziare le sue trasformazioni nel corso del Settecento, che porteranno all’emarginazione dei sopranisti; si potrà identificare la peculiarità dell’arte femminile delle cantanti dell’epoca; delineare la fisionomia e le aspettative del pubblico, il suo mutare nel tempo: un pubblico differenziato, appassionato, sempre più colto, che richiese una maggiore competenza teatrale e musicale, nonché di assecondare quella transizione verso il vero a cui si orientava la cultura. Inoltre, grazie ai dati e ai libretti rintracciati, si contribuirà a delineare maggiormente la vita professionale di queste artiste della scena, Riccioni e Landini in particolare, sulle quali mancano specifiche biografie. Anche se talvolta stucchevoli, queste poesie sono dunque apprezzabili per perpetuare la memoria delle artiste e per ricostruire la cultura teatrale d’un tempo: un’attenzione maggiore a questi componimenti ‘minori’ apre alla storia del teatro nuovi fecondi percorsi di ricerca. SUMMARY The occasional poetry dedicated to theatre artists, has been an interesting source of information for the study of the history of actors, useful in retracing the significant relation between stage and public: this is nevertheless a contribution which requires the right context and well defined areas of anthropological analysis. In Milan also verses were composed to praise talents of the stage, especially women who fascinated the public with their singing and dancing. This essay brings to light some of the works kept in the Biblioteca Braidense, some of which dedicated to virtuosas of the 17th and 18th centuries: Barbara Riccioni, Maria Landini and Caterina Gabrielli. The analysis of the verses chronicles stages of the birth of the new professional singers and underlines that transformation during the seventeen hundreds which brought about a marginalization of male sopranos. It will thus be possible to identify the peculiarities of the art of the female singers of that period; to outline the public’s characteristics and expectations, which changed over time: a differing public, passionate, ever more cultured, demanding a greater theatrical and musical experience, as well as seconding that move towards truth to which culture was steering. Moreover, thanks to data and librettos which have been tracked down, it will be possible to delineate better the professional life of these stage artists Riccioni and Landini in particular, who are lacking specific biographies. Even though tiresome and affected at times, these poems are still appreciable to perpetuate the artists’ memory and to recreate the theatre culture of that period: a greater attention to these ‘minor’ works opens new research paths for the history of the theatre.
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La drammaturgia di Dacia Maraini. Paradossi di un teatro di militanza e poesia digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 1. Il teatro al femminile: declinazioni e intersezioni di due differenze
Anno: 2012
RIASSUNTO Il saggio viene a colmare una lacuna critica ricostruendo l’esperienza drammaturgica di Dacia Maraini attraversi un’ottica che tiene conto della doppia liminarità del ‘teatro al femminile’. Spunti di analisi tratti da una molteplicità di testi del suo vasto corpus (da La famiglia normale a Veronica Franco meretrice e scrittora, passando, tra gli altri, per Il manifesto, Dialogo di una prostituta con il suo cliente, I sogni di Clitennestra e il brano scritto per il primo spettacolo del Teatro della Maddalena, Mara, Maria, Marianna) consentono di cogliere la rilevanza di un’esperienza teatrale che, dagli anni Sessanta ad oggi, coniuga impegno artistico e solidarietà in maniera del tutto originale attraverso una scrittura a ridosso della scena che mai dimentica il valore conoscitivo della parola. Ideologie, istanze sociali e politiche, militanza femminista sono state spesso motori per una scrittura che va poi sempre oltre posizioni rigidamente programmatiche per indagare la complessità del reale e interrogarsi sull’animo femminile e umano tout court con uno sguardo consapevole e la convinzione – come dice lei stessa – che il teatro sia «il luogo delle grandi questioni che mettono in rapporto l’uomo con la trascendenza». Il saggio propone quindi anche un parallelo tra la drammaturgia della Maraini e il teatro Nō, anche biograficamente significativo per l’autrice, che chiarisce la forte presenza di fantasmi su una scena che fa del paradosso e della contraddizione uno dei suoi maggiori punti di forza. SUMMARY This essay fills a critic gap by piecing together Dacia Maraini’s dramatic experience through a perspective which reckons with the double liminality of ‘female’ theatre. Analysis from passages from a good number of texts from her vast repertoire (from La famiglia normale to Veronica Franco meretrice e scrittora, to, among others, Il manifesto, Dialogo di una prostituta con il suo cliente, I sogni di Clitennestra and the play written for the first performance of the Teatro della Maddalena, Mara, Maria, Marianna) allows us to grasp the significance of a theatrical experience which from the Sixties up to today combines artistic involvement and solidarity in a unique way. She writes very close to the scene but never forgets the value of words. Ideologies, social and political issues, feminist activism have often been the driving force behind her writing. But her work always transcends strict program views in order to investigate the complexity of reality and question the female and human heart with a conscious approach and the belief – as she says – that theatre is the «place of great matters connecting mankind with transcendence». This essay also presents a parallel between Maraini’s dramaturgy and Nō theatre, significant also in the author’s biography, explaining the large presence of ghosts on a stage, hers, which has paradox and contradiction among its main points of strength.
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