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CS50 | Cinema

12.03.2016

Lo studio del cinema in Università Cattolica sin dal Dopoguerra costituisce un passaggio decisivo per quel percorso di legittimazione culturale delle forme di comunicazione mediale e dello spettacolo che caratterizza l'Ateneo, e sarà una componente centale anche nella nascita della Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi nel 1961 a Bergamo. La Scuola si doterà di uno strumento editoriale nello stesso anno del suo trasferimento a Milano il 1966: i primi Annali della Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi (la futura CS) si caratterizzeranno per una composizione miscellanea degli interventi, tra i quali però spiccano fondativi della disciplina di Gianfranco Bettetini: come lo studio su “Detemporalizzazione e tramonto delle tradizionali strutture narrative nel cinema contemporaneo” (5/1971). 

Dopo la trasformazione in Comunicazioni Sociali nel 1979, i primi anni Ottanta testimoniano l'emersione della seconda semiotica e della pragmatica come strumento di analisi dell'esperienza filmica: su CS troviamo ricerche che, in anticipo sui tempi, muovendo da un rinnovato sguardo semiotico si concentrano sul ruolo del corpo nello scambio comunicativo (cfr. i saggi di Gianfranco Bettetini, “Il corpo del soggetto enunciatore”, Francesco Casetti, “Cenni d'intesa”, e Giorgio Simonelli, “L'immagine del corpo nell'itinerario di un genere cinematografico. Nota sul musical”, in “La rappresentazione del corpo. Parte seconda, a cura di Virgilio Melchiorre e Annamaria Cascetta, 3-4/1981) e sulla costruzione delle memorie sociali (La memoria sociale, a cura di Francesco Casetti e Fausto Colombo, 4/1983).

Dalla fine del decennio assistiamo a un importante e influente innesto nella tradizione dello studio storico del cinema delle storie locali con la serie di studi sul cinema a Milano (Il cinema a Milano tra le due guerre, a cura di Francesco Casetti e Raffaele De Berti, 3-4/1988, Il cinema a Milano dal Dopoguerra agli anni Sessanta, a cura di Raffaele De Berti, 1-2/1991, e Il cinema delle origini a Milano, a cura di Raffaele De Berti ed Elena Mosconi, 3-4/1994).

Negli anni Novanta la Scuola milanese di studi sul cinema pubblica su CS un aserie di ricerche sul cinema di genere in Italia, che influiranno su una generale riconsiderazione della nozione di popolare come luogo costitutivo dell'identità culturale nazionale: Cinema e cultura popolare negli anni Cinquanta, a cura di Federica Villa, 2-3/1995, e Cinepopolare. Schermi italiani degli anni Trenta, a cura di Raffaele De Berti ed Elena Mosconi, 4/1998.

Con l'ingresso nel nuovo millennio, la rinnovata idea di popolarità del cinema trova una sua evoluzione in studi sistematici sulle audience (Al cinema. Spettatore, spettatori, pubblico, a cura di Augusto Sainati e Mariagrazia Fanchi, 2/2001; Genere e generi. Figure femminili nell'immaginario cinematografico italiano, a cura di Mariagrazia Fanchi e Lucia Cardone, 2/2007). Le ricerche sui generi confluiscono inoltre in studi di teoria dei generi cinematografici (Territori di confine. Contributi per una cartografia dei generi cinematografici, a cura di Ruggero Eugeni e Luisella Farinotti, 2/2002). Un percorso complementare all'interesse per i generi di ampio consumo è quello per i rapporti tra sport e media audiovisivi (Sport e media, a cura di Paola Abbiezzi, 1/2006).

Integrano queste linee di ricerca anche le più recenti prospettive socio-tecnologiche per lo studio della storia tecnica del cinema e degli usi socialmente rilevanti del dispositivo tecnico, arrivando a innesarsi con decisione nel panorama dei sound studies di matrice anglosassone (Civiltà delle macchine. Il cinema italiano e le sue tecnologie, a cura di Massimo Locatelli, 1/2004; Il metodo e la passione. Cinema amatoriale e film di famiglia in Italia, a cura di Luisella Farinotti ed Elena Mosconi, 3/2005; e Cinema e sonoro in Italia (1945-1970), 1/2011). 

Negli ultimi anni, dalle ricerche sul cinema amatoriale riemerge la linea di riflessione teorica sulla memoria, con particolare attenzione alla costruzione dell'identità autobiografica (L'impulso autoetnografico. Radicamento e riflessività nell'era intermediale, a cura di Alice Cati e Glenda Franchin, 3/2012), mentre i temi dell'identità di genere vengono rivisti sotto la prospettiva dei grandi orizzonti tematici e produttivi della creatività ((En)gendered creativity. Actors Agencies Artifacts, a cura di Alice Cati, Mariagrazia Fanchi e Rossana Maule, 3/2014).

Massimo Locatelli

 

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