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Mettre en scène le langage: l’écriture de Clarice Lispector

digital Mettre en scène le langage: l’écriture de Clarice Lispector
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
fascicolo COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 1. Il teatro al femminile: declinazioni e intersezioni di due differenze
titolo Mettre en scène le langage: l’écriture de Clarice Lispector
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2012
issn 03928667 (stampa) | 18277969 (digitale)
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€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

RIASSUNTO
Il presente saggio propone una lettura del romanzo A Paixão Segundo G. H. della scrittrice brasiliana Clarice Lispector sviluppata attraverso alcuni assunti tratti dalla filosofia della differenza sessuale. Nel romanzo lispectoriano del 1964 una donna, sola in una stanza della propria casa alle prese con un inatteso faccia a faccia con una blatta, si misura in un faticoso percorso interiore che la condurrà al progressivo dispiegarsi della sua voce di donna. Occasione di riflessione da cui prende le mosse il presente saggio è la possibilità di vedere nello spazio domestico della stanza il luogo di una vera e propria messa in scena del linguaggio femminile. Se da un lato infatti la stanza di Clarice Lispector richiama con forza la room of one’s own di Virginia Woolf, luogo emblematico di scrittura femminile, essa è dall’altro lato oscura figura del sottosuolo. L’immagine di una grotta, ambivalente spazio di reclusione, sembra infatti potersi sovrapporre allo spazio della camera, per inserirsi all’interno della presente lettura come luogo simbolico da investigare attraverso elementi desunti dell’interpretazione critica del mito platonico della caverna elaborata dalla filosofa della differenza sessuale Luce Irigaray. Tali spunti riconducono inaspettatamente al romanzo lispectoriano, conferendogli nuovi impulsi, nuove traiettorie di pensiero, e consentono di osservare la messa in scena del linguaggio che ha luogo nel romanzo di Lispector attraverso risonanze di un femminile da giocarsi e da rilanciare entro lo spazio sospeso della pagina scritta.

SUMMARY
This essay outlines a reading of the novel A Paixão Segundo G. H. by Brazilian author Clarice Lispector developed through some assumptions drawn from the philosophy of sexual difference. In Lispector’s novel of 1964 a woman, alone in a room of her own apartment, grapples with an unexpected face-to-face with a cockroach. Experiencing an uncanny encounter with the dark insect silently haunting the space of the room, the protagonist engages with a dizzy inner journey that will lead her to the gradual unfolding of her own feminine voice. This essay considers the domestic space of the room, in which the whole scene takes place, as the space of an actual staging of a woman’s language. If the room of Lispector’s novel strongly evokes Virginia Woolf’s room of one’s own, emblematic space of women’s writing, it is on the other hand possible to consider the domestic space of A Paixão Segundo G. H. as a dark figure relating to the underground. The image of a cave, conceived as an ambivalent space of captivity, fits within the present reading as a symbolic place to be investigated through some elements deriving from the critical interpretation of the Platonic myth of the cave as it has been developed by the philosopher of the sexual difference Luce Irigaray. These crossing references lead unexpectedly back to the lispectorian novel, giving it new impulses, tracing new trajectories of thought.

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