Libri di Silvano Petrosino - libri Comunicazioni Sociali Vita e Pensiero

Silvano Petrosino

Silvano Petrosino
autore
Vita e Pensiero
Silvano Petrosino (Milano 1955), filosofo internazionalmente noto per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, è professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Antropologia filosofica. Oggetto dei suoi studi sono la natura del segno, il rapporto tra razionalità e moralità, l’analisi della struttura dell’esperienza con particolare attenzione al rapporto tra la parola e l’immagine; il desiderio e l'umano. 
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Libri dell'autore

È tutta scena. Le molte verità dell’era digitale digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2017 - 3. THE REMAKING OF TRUTH IN THE DIGITAL AGE | Open Access
Anno: 2017
The recent debate on post-truth and fake news is proving to be unproductive as well as misleading; one of its effects has doubtless been a sort of distraction from the many truths that inhabit the system of media, and the digital media more specifically...
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Conversazione sul soggetto digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 3. L'impulso autoetnografico. Radicamento e riflessività nell'era intermediale
Anno: 2012
RIASSUNTO È possibile parlare di soggetto oggi, e se sì, a quali strumenti di comprensione dobbiamo affidarci per farlo? Questa breve intervista passa in rassegna alcuni luoghi teorici divenuti imprescindibili per ogni interrogazione sulla natura e la struttura del soggetto umano. Liquidità, frammentazione, non-tracciabilità dell’identità lasciano intravedere, in filigrana, la resistenza di un ancoraggio a sé e all’altro che attraversa da sempre la struttura profonda del soggetto. Siamo così condotti a riconoscere nell’originario intrecciarsi tra sé e altro da sé il punto di partenza per un’antropologia che si sottragga alle semplificazioni tanto dell’antropologismo, quanto della denunciata sparizione di ciò che chiamiamo ‘soggetto individuale’. SUMMARY Today, is it possible to talk about the subject, and if yes, what tools of comprehension should we trust to do so? This short interview goes over certain theoretical constructs essential for every interrogation on the nature and structure of the human subject. Liquidity, fragmentation, non-traceability of identity, let half view the anchoring to oneself and the other which has always gone through the deep structure of the subject. We are lead to recognize within the early intertwining of the self and the other the starting point of an anthropology which is different from the simplifications of anthropologism and from the exposed disappearance of what we call the ‘individual subject’.
€ 6,00
La traccia in filosofia digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2010 - 1. Lasciare tracce, essere tracciati
Anno: 2010
RÉSUMÉ Dans le débat culturel et philosophique des années soixante et soixante-dix du XXe siècle, animé par un vif intérêt pour les questions de langue et de signes, la trace est certainement l’un des thèmes dominants: l’analyse et l’évolution de ce concept peut être principalement attribuable à la pensée de E. Lévinas et J. Derrida. Celui-ci, en particulier, a effectué une refonte rigoureuse de la trace qui, même si inspirée par la pensée de Heidegger, en dépasse l’héritage et évolue dans une direction réellement novatrice. Par Lévinas, pour ainsi dire, Derrida a mis dans une position de devoir repenser la catégorie de Heidegger d’événement, en la détachant du silence sur le passé d’origine et l’ouvrant à l’avenir des décisions responsables. La trace, «passé qui n’a jamais été présent», telle que définie par Lévinas, se révèle comme le lieu d’origine de la possibilité de décision, dans laquelle altérité, unicité et responsabilité éthique sont étroitement liés de manière inséparable. La réflexion sur la trace nous conduit ainsi à l’identification d’une structure de l’humain le plus possible loin d’un système fermé et ne concevable que comme un ‘dispositif stratégique ouvert'. SUMMARY Within the cultural and philosophical debate of the sixties and seventies of the twentieth century, animated by a lively interest in the issues of language and sign, the trace is certainly one of the dominant themes: the analysis and the evolution of this concept can be primarily attributed to the thought of E. Lévinas and J. Derrida. The latter, in particular, has conducted a rigorous rethinking of the trace, even if inspired by the thought of Heidegger; it exceeds its inheritance and evolves into a genuinely innovative direction. By Lévinas, Derrida is put in a position to rethink Heidegger’s category of event, releasing it from the silence of the original past and opening it to the future of responsible decision. The trace, «past that has never been present», as defined by Lévinas, is revealed as the original place of the possibility of the decision, in which otherness, uniqueness and ethical responsibility are intertwined in an inseparable way. The reflection on the trace thus leads to the identification of a human structure as far as possible from a closed system, only conceivable as a ‘strategic open device’.
€ 6,00
L’eccellenza del profano. Senso e comunicazione nella riflessione di Luigi Bini digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2001 - 3SUPPL. LUIGI BINI, IL CINEMA, LA CRITICA
Anno: 2001
€ 6,00
Homo eloquens digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 1995 - 4
Anno: 1995
€ 6,00
Memoria senza segno, segno senza retorica digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 1989 - 4
Anno: 1989
€ 6,00
La pratica della memoria digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 1983 - 4
Anno: 1983
€ 6,00
 

Ultimo fascicolo

Anno: 2021 - n. 2

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