Sperimentazione elettroacustica e cinema d'autore in Italia negli anni Sessanta. Due casi di studio - Maurizio Corbella - Vita e Pensiero - Articolo Comunicazioni Sociali Vita e Pensiero

Sperimentazione elettroacustica e cinema d'autore in Italia negli anni Sessanta. Due casi di studio

digital Sperimentazione elettroacustica e cinema d'autore in Italia negli anni Sessanta. Due casi di studio
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
fascicolo COMUNICAZIONI SOCIALI - 2011 - 1. Cinema e sonoro in Italia (1945-1970)
titolo Sperimentazione elettroacustica e cinema d'autore in Italia negli anni Sessanta. Due casi di studio
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 02-2011
issn 0392-8667 (stampa) | 1827-7969 (digitale)
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Questo articolo studia il rapporto tra sperimentazione musicale e cinema d’autore, così come si configura in un numero significativo di pellicole italiane prodotte negli anni Sessanta. Esso si struttura in tre parti, la prima di carattere metodologico e teorico, le restanti di carattere monografico, dedicate a Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni (1964) e Il seme dell’uomo di Marco Ferreri (1969), che vedono impiegate rispettivamente composizioni preesistenti di Vittorio Gelmetti e Richard Teitelbaum. Mettono in luce le peculiarità del rapporto tra cinema d’autore e musica sperimentale, rispetto alle codificate modalità d’impiego della musica post-tonale nel cinema narrativo di ascendenza hollywoodiana, e propongono un modello analitico in cui i linguaggi e le poetiche della sperimentazione musicale diventano strumento d’indagine ermeneutica dell’estetica dei cineasti che le accolgono nei propri film.

This article studies the relationship between musical experimentation and auteur cinema, as it is configured in a remarkable number of Italian films of the 1960s. It is structured in three parts: the first part concentrates on theoretical and methodological issues, the remaining parts focus on The Red Desert by Michelangelo Antonioni (1964) and The Seed of Man by Marco Ferreri (1969), using pre-existing compositions respectively by Vittorio Gelmetti and Richard Teitelbaum. I outline the peculiarity of the relationship between auteur cinema and experimental music, with respect of the codified modalities of the use of post-tonal music in the Hollywood narrative cinema. I propose a model of analysis according to which languages and poetics of experimental music become tools for a hermeneutic insight of the filmmakers’ aesthetics.

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Anno: 2021 - n. 2

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