La responsabilità del sapere. Critica e rilevanza sociale nella ricerca su cultura e comunicazione

La responsabilità del sapere. Critica e rilevanza sociale nella ricerca su cultura e comunicazione

14.04.2014

n. 1/2014 - A cura di Maria Francesca Murru e Nico Carpentier

«L'essenza del compito non è restringere ma allargare; non selezionare le possibilità umane degne di essere perseguite, ma impedire che esse siano precluse (...). Oggi la sociologia è chiamata ad allargare e tenere aperta quella parte del mondo soggetta a un incessante vaglio discorsivo, al fine di impedire che si fossilizzi in una condizione di assenza di scelte» (Bauman, 2002, p. 21). 

Fin dalle sue origini, la ricerca sui media e la comunicazione ha rivendicato un forte orientamento pratico ed empirico. Risale al 1941 l'articolo in cui Lazarsfeld tracciò per la prima volta i confini tra ricerca amministrativa e ricerca critica specificando come a quest'ultima appartenesse un orientamento alla normatività e alla generalizzazione teorica che risultava invece del tutto estraneo alla prima. Pur entro i confini di questa rigida contrapposizione, Lazarsfeld non smise mai, anche negli anni successivi, di precisare come l'attenzione mirata alla specificità empirica non scaturisse unicamente dalla subordinazione all'interesse commerciale ma rispondesse piuttosto all'esigenza di contribuire alla progettazione sociale, anteponendo una comprensione laica dei fatti sociali a una loro valutazione aprioristica. Nella consapevolezza delle profonde e contraddittorie evoluzioni che, nell'arco di più di mezzo secolo, hanno investito tanto l'oggetto di studio quanto i paradigmi di ricerca, questo numero di Comunicazioni Sociali si propone come occasione per riflettere sulla declinazione attuale dei due criteri di teoria critica e rilevanza sociale emersi agli albori della disciplina. Sono benvenuti sia contributi di natura prettamente teorica che ricognizioni ragionate di ricerche in cui l'elemento della critica e quello della rilevanza sociale siano concretamente dispiegati nella logica e nella pratica di indagine sulla comunicazione e sul più vasto ambito delle culture che la sottendono.

Questi alcuni dei temi possibili:

  • Definizione di un approccio critico alla comunicazione e alla cultura, dei suoi fondamenti e delle sue possibili applicazioni.

Quali le implicazioni e quali i presupposti di una prospettiva critica sulla comunicazione e la cultura? In quali filoni di ricerca una simile linea di indagine è non solo rivendicata ma anche sviluppata e tradotta in specifiche scelte empiriche?

  • Casi di studio che mettano in luce l'importanza di un approccio critico nell'analisi delle culture (mediali) contemporanee.
  • Individuazione di criteri di rilevanza sociale della ricerca sulla cultura e la comunicazione alla luce di una riflessione teorica o di una ricognizione empirica. Di particolare interesse è la messa a fuoco della dialettica tra i criteri di rilevanza sociale prodotti internamente dalla comunità scientifica e quelle convenzioni o negoziazioni che ne definiscono la legittimità agli occhi di stakeholder.
  • Condizioni, potenzialità e ostacoli allo scambio dialogico tra la comunità scientifica e gli stakeholder della ricerca. Sono benvenuti contributi che mettano in luce le tipologie di stakeholder coinvolti, le difficoltà e le opportunità attraverso cui la riflessività dello studioso è in grado di tradursi in accresciuta capacità simbolica per i soggetti direttamente coinvolti nella realtà sociale.
  • Teoria e prassi della ricerca-azione nello studio dei media. L'attenzione in questo caso sarà rivolta a tutti quei casi in cui azione e riflessione, teoria e pratica, si combinano in un circolo virtuoso con l'obiettivo pratico di risolvere problemi circoscritti o promuovere lo sviluppo, il benessere e la vitalità di specifici contesti di vita.

 

Invio delle proposte

Gli abstract (non più di 250 parole escluse le referenze bibliografiche) dovranno essere inviati entro e non oltre il 23 giugno 2013 all’indirizzo maria.murru@unicatt.it. I testi approvati (di lunghezza compresa tra 4000 e 5000 parole inclusi riferimenti bibliografici) dovranno essere consegnati entro il 10 ottobre 2013 e saranno successivamente sottoposti a una procedura di double blind peer review.

Sono accettati testi in italiano, francese e inglese.



Download:
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