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Of the Impossible Possibility. «Sinfonia per corpi soli»: 12+10 Portraits of Women between Words and Music

digital Of the Impossible Possibility. «Sinfonia per corpi soli»: 12+10 Portraits of Women between Words and Music
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
fascicolo COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 1. Il teatro al femminile: declinazioni e intersezioni di due differenze
titolo Of the Impossible Possibility. «Sinfonia per corpi soli»: 12+10 Portraits of Women between Words and Music
autori
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2012
issn 03928667 (stampa) | 18277969 (digitale)
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€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

RIASSUNTO
All’interno di un più ampio campo d’interesse, più esattamente sulle tracce dell’opera di due grandi maestri del Novecento, Jacques Derrida e Gilles Deleuze, come ben evidenzia Jean-Luc Nancy, pensare la singolarità e la differenza appare essere il compito filosofico del nostro tempo. E si tratta di un cammino che privilegia la scrittura, intesa nelle sue più articolate accezioni, con specifica attenzione, in questo caso, all’arte della scena. In tale linea di pensiero, con riferimento al tema della differenza, inevitabilmente si produce uno scarto fra lo «zampillamento di senso» (da un lato) e la «sua promessa destinata a non essere mantenuta» (dall’altro lato). Così, in questa prospettiva, la definizione di Stéphane Mallarmé dell’essenza della scrittura come «possibilità impossibile» acquista una particolare rilevanza. Allo stesso tempo sintetizza perfettamente la sfida di un interessante e innovativo progetto teatrale: Sinfonia per corpi soli. Ritratti di donne fra parole e musica, nelle sue due stagioni al Teatro Eliseo di Roma (2005/2006 e 2006/2007), con la direzione artistica di Antonio Calbi. La formula, in apparenza semplice, è in realtà estremamente ricca di contenuti, implicazioni, suggestioni: attrici molto affermate e giovani emergenti salgono sulla scena per raccontare altre donne attraverso i ritratti, le narrazioni, le analisi che ne hanno fatto importanti autrici del Novecento, compiendo un viaggio d’introspezione in tante diverse ‘stanze’ immergendosi nelle drammaturgie, negli universi letterari, nelle ossessioni delle autrici per, poi, condividere con il pubblico questa loro esperienza. In Sinfonia per corpi soli c’è tutta la passione di questa ricerca filosofica e artistica, nella quale la dimensione della fisicità riveste un ruolo centrale, precisamente nel corpo a corpo attrice/autrice. L’iniziativa affascinante, sotto certi aspetti per manifesta volontà destabilizzante ossia ‘non ortodossa’ rispetto alle sole tecniche del mestiere teatrale, punta a valorizzare la dialettica fra parola scritta e parola teatrale, spingendosi, senza alcun timore, ai limiti, sui margini, oltre le soglie, fra le scritture dell’estremo, nella radicalità e drammaticità della domanda sul senso dell’esistere. Con una riscoperta, la vocazione del teatro civile, ripensata sulla nuova scena urbana, e ascoltata nel respiro di una voce visibile.

SUMMARY
Within a broader field of interest, in the footsteps of the work of two great masters of the twentieth century, Jacques Derrida and Gilles Deleuze, as Jean-Luc Nancy rightly observes, thinking about singularity and difference appears to be the philosophical task of our time. It is a path that privileges writing, understood in its most articulate acceptations, with a specific concern in this case with the art of the stage. Following out this line of thought, with reference to the theme of difference, inevitably produces a gap between the «spurting of meaning» (on the one hand) and «its promise destined not to be kept» (on the other). So seen in this perspective, Stéphane Mallarmé’s definition of the essence of writing as «impossible possibility» is of particular relevance. At the same time it perfectly sums up the challenge of an exciting and innovative theatre project: Sinfonia per corpi soli. Ritratti di donne fra parole e musica, in its two seasons at the Teatro Eliseo in Rome (2005/2006 and 2006/2007), under the artistic direction of Antonio Calbi. The formula, apparently simple, is actually very rich in its contents, implications and associations. The actresses, including established performers and emerging talents, take the stage to recount other women through portraits, stories and analyses by important twentieth-century women writers, making a journey of self-examination divided into many different «rooms», immersing themselves in the dramaturgies, literary universes and obsessions of the authors, and then sharing their experience with the public. Sinfonia per corpi soli embodies all the passion of this philosophical and artistic research, in which the dimension of physicality plays a central role, specifically in the struggle between actress and author. The fascinating initiative, in some respects deliberately destabilizing or ‘unorthodox’ compared to the techniques of the theatrical profession, seeks to enhance the dialectic between written speech and theatrical speech, pushing fearlessly at the limits and margins beyond the threshold, between writings of the extreme, in the radicalism and drama of the demand on the sense of existence. With a rediscovery of the vocation of the civic theatre, rethought on the new urban scene and heard in the breathing of a visible voice.

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